Riabilitazione della mano dopo frattura: come tornare a muovere bene e senza dolore
- 10 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Dopo una frattura alla mano, al polso o alle dita, la guarigione dell’osso è solo una parte del percorso. Spesso, anche quando il controllo radiografico conferma che la frattura sta consolidando, la mano può rimanere rigida, gonfia, dolorante o debole, con difficoltà nei gesti quotidiani come afferrare, aprire una bottiglia, usare il mouse, scrivere o guidare.
È proprio in questa fase che la fisioterapia diventa decisiva per guidare il recupero della mobilità, della forza e della coordinazione, prevenendo compensi e rigidità persistenti.
Nel centro del Dott. Filippo Giuliano a Corato, fisioterapista, osteopata e chiropratico
specializzato in terapie manuali, la riabilitazione della mano viene impostata con un approccio pratico e progressivo. Il valore aggiunto è la presenza di un team di fisioterapisti specializzati in terapia manuale e recupero funzionale, abituati a lavorare sia con persone
che devono tornare alle attività quotidiane sia con pazienti sportivi che desiderano rientrare
in allenamento in modo sicuro.

Cosa succede alla mano dopo l’immobilizzazione e perché serve un percorso guidato
Gesso, tutore o immobilizzazione sono spesso necessari per proteggere la frattura, ma
hanno un effetto collaterale frequente: riducono la mobilità delle articolazioni, alterano lo
scorrimento dei tendini, favoriscono gonfiore e rigidità dei tessuti e possono indebolire la
muscolatura dell’avambraccio e della mano. In alcuni casi compaiono anche ipersensibilità
cutanea, dolore nei movimenti fini o una sensazione di mano impacciata che rende difficili le
attività più semplici.
Durante la prima valutazione, il Dott. Giuliano e il suo team definiscono il punto di partenza
reale, osservando mobilità di dita, polso e presa, livello di dolore, edema e capacità funzionale. Il programma viene sempre calibrato in base al tipo di frattura, ai tempi di
guarigione e alle indicazioni dello specialista ortopedico, perché anticipare troppo alcuni
carichi può essere rischioso, mentre aspettare troppo può aumentare la rigidità.
Come si svolge la riabilitazione: terapia manuale, esercizio e ritorno alla funzione
Nel percorso riabilitativo, la terapia manuale ha un ruolo importante per ridurre rigidità e tensioni e per migliorare la qualità del movimento. In studio, il trattamento può includere tecniche mirate sui tessuti molli e mobilizzazioni delicate utili a recuperare gradualmente
estensione e flessione del polso, mobilità delle dita e scorrimento tendineo. L’obiettivo non è forzare, ma creare le condizioni migliori perché la mano torni a muoversi in modo fluido e
controllato.
Parallelamente, l’esercizio terapeutico è il cuore della riabilitazione. Il team insegna esercizi
progressivi per recuperare mobilità, forza della presa, destrezza e coordinazione con una
logica molto concreta: ciò che si fa in seduta deve tradursi in un miglioramento reale nei
gesti di tutti i giorni. Quando il paziente lo necessita, il percorso include anche una
rieducazione funzionale orientata al lavoro, ad esempio per chi usa strumenti manuali o
passa molte ore al computer, e una parte più sportiva per chi deve tornare ad allenarsi,
evitando ricadute e sovraccarichi.
Quando iniziare e perché affidarsi al Dott. Giuliano e al suo team a Corato
Il momento giusto per iniziare dipende dal tipo di frattura e dalle indicazioni mediche. In
primis si imposta un percorso corretto per ridurre rigidità e recuperare rapidamente la
funzione. È consigliabile una ulteriore valutazione qualora, tolto il tutore o terminata
l’immobilizzazione, la mano resti gonfia, dolorante, poco mobile o debole, oppure se dopo
alcune settimane la funzionalità non migliora come ci si aspetta.
A Corato, il Dott. Filippo Giuliano e il suo team offrono un percorso integrato che unisce
terapie manuali, educazione al movimento ed esercizi personalizzati, con l’obiettivo di
riportare la mano a lavorare bene, in sicurezza e con risultati che durino nel tempo.
.jpg)



Commenti